at night she is taken into the day
of electrum by the colour of azure
and she measures the assemblaged sources
those wherein the sun ain’t
whisper the words

she swings in the poesy of reeds
in the flower heads
in the radicles
in the hands of turquois

and if the night does not day
I get lost in her nights
which she kisses so
and remembers
and imagines
and receives into amongst her fingers
where a soft garden
stands out amongst wings of tenderness

when I gaze upon importance
my ears speak beauty
also in quietness
also in the swoon
of the pure white grapes

I don’t let go amongst
cracklets
of limestone when
the mind emerges amongst new wings

jasmine opens the wind
and I get closed
lonely

libeybasher_brand

Marco e Lara si scambiano spille e bottoni.
Marco acquista spille per il valore d’uso che le spille hanno per lui e intende quindi consumare queste spille.
Lara acquista fermacapelli per il valore d’uso che i fermacapelli hanno per lei e intende quindi consumare questi fermacapelli.
Questo è un esempio di scambio diretto o baratto.

Supponiamo che Marco porti sul mercato due fermacapelli, Lara due spille e Stefano due bottoni.
Supponiamo che Marco desideri acquistare una spilla e un bottone, Lara un fermacapelli e un bottone e Stefano un fermacapelli e una spilla.
Se le valutazioni soggettive permettono lo scambio di ciascuna unità delle merci interessate con una unità di una delle altre merci, è possibile uno scambio diretto.
Se questo presupposto non si dà, allora diventa necessario lo scambio indiretto.

Lo scambio indiretto è acquistare un bene per rivenderlo e acquistare il bene di cui si ha bisogno.

Immaginiamo.
Le spille sono desiderate solo dai possessori di fermacapelli.
I fermacapelli non sono desiderati dai possessori di spille.
I fermacapelli sono desiderati dai possessori di una terza merce, i bottoni.
I bottoni sono desiderati solo dai possessori di spille.
Nessun baratto è possibile. Perché non c’è una coincidenza di bisogni.
Se devono verificarsi scambi, questi devono essere indiretti. I possessori di spille scambiano le loro spille con i fermacapelli, e scambiano i fermacapelli acquistati con i bottoni, che desiderano per il proprio consumo.

Con l’intensificazione della divisione del lavoro e con la raffinazione dei bisogni, il baratto ha luogo in via del tutto eccezionale. Immaginiamo. Da un lato, un datore di lavoro usa il lavoro per l’immediato soddisfacimento dei suoi bisogni e non deve procurarsi tramite uno scambio i beni con cui compensare il lavoro. Dall’altro, il lavoratore consuma, e non vende, i beni che riceve.
È quello che si chiama compenso in natura.

Nello scambio indiretto, nella complessificazione dell’assetto sociale, ci sono beni di cui noi umani desideriamo disporre semplicemente per scambiarli con beni di cui abbiamo bisogno.

Ci sono beni che sono domandati per questo: per ulteriori scambi.

Uno scambio simile, finalizzato a ulteriori scambi, è effettuato solo se attraverso di esso ci si aspetta di avvicinarsi maggiormente all’obiettivo, cioè all’acquisizione di beni per il consumo.

Non tutti i beni sono ugualmente commerciabili. Per alcuni beni la domanda è limitata e occasionale, per altri è più generale e costante.
Coloro che portano sul mercato beni del primo tipo per scambiarli con beni di cui abbisognano hanno una minore prospettiva di successo.

È un processo di selezione.
Immaginiamo un passato. Quanto maggiore era la commerciabilità dei beni acquistati per primi nello scambio indiretto, tanto maggiore sarebbe stata la prospettiva di raggiungere senza deviazioni l’obiettivo.

Alla fine rimane una singola merce (o più di una) a essere universalmente utilizzata come mezzo generale di scambio.

Avete capito cosa diventa questa merce!

Diventa moneta.
In tempi remoti, in alcuni luoghi prima che in altri, la diffusione dello scambio indiretto portò all’impiego di due metalli preziosi, l’oro e l’argento.

postliberalia oeconomica 4funky

firma dimoites

di notte la porta nel giorno
di elettro il colore di biado
e lei misura le fonti aggregate
quelle dove il sole non
bisbiglia le parole

oscilla nella poesia dei giunchi
nei capolini
nelle radichette
nelle mani di turchese

e se la notte non si ingiorna
io mi perdo nelle sue notti
quelle che lei tanto bacia
e ricorda
e immagina
e accoglie tra le dita
dove il leggero giardino
spicca tra ali di carineria

quando miro la gravità
le mie orecchie parlano bellezza
anche nella quiete
anche nel deliquio
delle serene verdee

io non mi lascio tra
tenui fenditure
di calcare quando
affuma la mente tra ali nuove

jasmine apre il vento
e io mi chiudo
solo

I media specializzati riferiscono cifre sulla massa monetaria (money supply), ogni giorno. Fino agli anni Settanta, durante l’era di John Maynard Keynes (1883-1946), parlare di “pecunia” e di credito bancario non era di moda nelle pagine di competenza. Si parlava più che altro di GNP (Gross National Product) e di politica fiscale, spese, entrate e deficit. Banche e massa monetaria erano generalmente ignorate. Tuttavia, dato che i keynesiani non avevano la cura per l’inflazione, cominciò a essere chiaro, anche ai keynesiani, che qualcosa era storto. Quindi, la massa monetaria diventò oggetto importante.

Il problema è che la persona media rischia di rimanere confusa davanti alle varie definizioni della massa monetaria.
Che cosa significano tutte quelle M? M1A, M1B fino a M8? Qual è la vera cifra della massa monetaria, se nessuna cifra da sola può esserlo?
E – domanda nodale – perché i depositi bancari sono inclusi nelle varie M come parte fondamentale della massa monetaria?

Tutti noi sappiamo che i dollari e gli euro cartacei, emessi oggi rispettivamente dal Federal Reserve System e dalla European Central Bank – ed esclusivamente da queste banche centrali – sono denaro. Precisamente sono valuta legale (legal tender) per qualunque debito, pubblico e privato.
Ma perché i conti correnti (checking account) sono considerati denaro?
Non dovrebbero essere considerate denaro soltanto le banconote (dollari ed euro cartacei) che coprono questi conti correnti?

Se i conti correnti sono parte della massa monetaria, allora le banche creano denaro. Sono fabbriche che producono denaro. Denarifici.
Ma le banche non dovrebbero semplicemente “canalizzare” i risparmi che noi gli prestiamo per riprestarli agli investitori e ai consumatori che prendono in prestito?
Se le banche prendono i nostri risparmi e li prestano, come possono creare denaro?

Il profano non ha ragione di sentirsi frustrato se non comprende. Gli economisti del 19° secolo si sono combattuti per stabilire se o in quale senso le banconote private (oggi illegali) o i depositi fossero o non fossero parte della massa monetaria. David Ricardo (1772-1823) e i ricardiani della Currency School persero l’occasione di approdare all’hard money in Inghilterra, perché non avevano mai interiorizzato i depositi bancari come parte della massa monetaria.
I depositi bancari, come le banconote, erano parte della massa monetaria.

postliberalia oeconomica 4funky

firma dimoites

Quando Linda si faceva la doccia, o si immergeva nella vasca, era un piacere vedere lei, e l’acqua da bella e trasparente diventare in pochi minuti “acqua usata”, come quando una pianura, libera nella sua pace, è assaltata da una calca armata, a dare quello che la pianura forse non vedeva o non aveva da molto tempo — la polvere, come quella dell’incidente, che impiega parecchi minuti o alcune ore prima di tornare a confondersi con il suolo.

Le fluttuazioni dell’acqua, della polvere, degli ex di Linda, dell’ “educazione sentimentale” da lei ricevuta in famiglia; lei passeggiava nel mezzo della precettistica — l’ingresso nel mercato del lavoro in crisi, il futuro bisogno di un reddito, l’urgenza di unirsi o convivere, i sogni lasciati al caso anche perché non c’è altro modo di trattarli. Linda era la ragazza che vedevo oltre la luce.

Quella luce mi faceva a pezzi, perché mi impediva di vedere lei.
Odiavo quella luce.

Ma un giorno doveva venire il sorriso. Avrebbero ucciso il cristo o qualunque immagine statale fosse stata usata per diffondere il verbo. Nessuna resurrezione. Solo una morte. Linda sarebbe tornata alla vista. E io avrei avuto una buona vita.

Ogni tanto, oggi, la luce torna. Ma è solo un rigurgito. O la confusione con il sole che non smette di allietare le mie piccole giornate.
So che pochi attimi e andrà via, e lascerà Linda alla vista. Quindi ora rido anche quando c’è la luce, perché so che quella luce disturbante se ne andrà, e Linda tornerà ai miei occhi e al mio sorriso.

Lei porta avanti le sue ore quotidiane, ovunque io vada: a lavoro, a casa, altrove. Lei è sempre davanti a me.

not continues
the measure of the timid
punctures
not denude my eyes
the delimpid season
where lovely and
agreeable comes close my jasmine

like flamsk she mixes
the candidess and the noncandidess
the puress and the humbless
unnaive torrents
not violate jasmine
laughter
have the rosy poses

and she sings me
in the nooks of mouths of little windies
and the windlet sings his hedges
with her
with teeth of joy and of flappings
of joy
even in a tender creaking
in helvaluminum

libeybasher_brand

non continua
la misura delle timide
punture
non denudano i miei occhi
la delimpida stagione
dove bella e
levigata si avvicina mia jasmine

come flampolla lei combina
le candide e le non candide
le pure e le umili
correnti ingenuine
non violano jasmine
non mancano di riso
le rosee positure

e lei mi canta
negli angoli di bocche di refoli
e il ventolino canta le sue siepi
con lei
coi denti della gioia e dei risvolti
di gioia
anche in un tenero stridore
in gialluminio

Governmental direction is cheating and ineffective as for the individual. There cannot be an “even” wealth distribution. Commercial actions and trading advantages and disadvantages have to be left to the individual economic agents with no institutionally recognized tutoring or legal supervision above. No institutionalized structure, no chartered privileged bank organization can fix any wealth-distribution problem.
Freedom means un-governed economy. No interference in property pattern and profit motive. This interference, known as etatism, lays waste lastly. Etatism is devastatingly misappropriating.
It means jeopardizing and hampering the generation future.
History is too knowledge-conveying to be neglected.
Vote is useless when the economic pattern is stateful.
The state machine in the economica is too massive to be sustained.
Education is to aim at the value of the individual. Any syndicate or union has to aim at this very value. Unfortunately, a union is inherently state-dependent and state-supportive. No warfare. No weapon revolution can make it, even though the temptation is strong. Progressive education of the individual is the only way to embrace a citizenship consciousness.
Progressive means no big government, no Sozialpolitik, no mercantilistic bias.
Progressive education must needs back capitalism.
Progressive education is thus called, because it is pro-profit. Prōfectus means “going on”, while a mercantile system is essentially nationalistic, Lebensraum-oriented, because it endorses exports and tends to obliterate imports. It sclerotizez, blocks the “goings-on” of society.
Progressive education has no borders, these being in a free-market network just a geographical convenience. Progressive education has no economically pernicious all-ingesting nationalinguistic élan, because capitalism has got its primacy anew.
This education is the only way.

libeybasher_brand

On the rewrought-wood desk, along with the furrows wherein the colour seems to be alighted,
I get convinced on my own that does the colour of the stars come down which I have never seen in other zones
of miglothrez than in this one. I have never lived elsewhere. I’ve ever coloured without
thinking the colour, the sketching, the misline had arrived.

I cheered, when I found that that which
has been left by me strangely appeared anew as a fantastical affection.
I cheered, and the colour came down as rainy dew and so forth.
And it touched the ground.
And I don’t want to fear the ground untouched by the rain nor
the fresh appearance of that which I had left by mistake. Maybe I mistook, but no aridity,
even though the pathway I am in is arid.

Power-being is my cheer. And I cheered through my feeling
power-being. I cannot cheer if I am not or feel not
this. My heart lingers and strengthens, and stone does cheer with me.
When I feel the rain of dew on my feeling-like going into the borderzone,
I am positive that that which lies close to me will be my self. My heart strenghtens and the colours
of the welkin come down close, close to my positiveness. All of me is touched by the rain of
dew.

I cannot think the world stops. It cannot befall.
Rain on all of the things.

Prior to going away from this place, I want to see once more the school I got educated in.
Prior to running to the office they will entrust me with after the passing of the test,
I want to see once more the welkin of colours I know to be alien in the borderzone.
Prior to becoming «bio» person, I want to be once more sketched with graphite loveliness.
My visage will dark, and I will know the rain rains not on anything but itself.
And my heart strenthens more and more, till it feels not any other thing than the power to unfeel.
I will be «bio» person. And the blood will not beat on the walls.

Rain will rain on nothing.

libeybasher_brand

prima di essere biopersona

Sulla scrivania di legno rifatto, con i solchi dove il colore sembra essere adagiato,
io mi convinco che ora scende il colore delle stelle che non ho mai visto in altre zone
di miglothrez se non in questa. Non ho mai vissuto altrove. Ho sempre colorato senza
pensare che fosse arrivato il colore, il tratteggio, la linea sbagliata.

Mi sono rincuorata, quando ho scoperto che quanto
è stato lasciato da me è riapparso stranamente come un affetto fantastico.
Mi sono rincuorata, e il colore è sceso come rugiada piovosa e tutto il resto.
E ha toccato terra.
E non voglio avere paura della terra che non è toccata dalla pioggia né del fatto che non
riappaia niente di quanto avevo lasciato per errore. Posso aver sbagliato, ma niente aridità,
anche se è arido il cammino dove mi trovo.

Essere potente è il mio rincuorarmi. E mi sono rincuorata attraverso il mio sentire di
essere potente. Non posso rincuorarmi se non sono e non sento
questo. Il cuore si sofferma e si rinsalda, e la pietra si rincuora con me.
Quando sento la pioggia di rugiada sul mio voler andare nella zona di confine,
io ho la sicurezza che quanto è vicino a me sarà me stessa. Il cuore si rinsalda e i colori
del cielo scendono vicini, vicini alla mia sicurezza. Tutto di me è toccato dalla pioggia di
rugiada.

Non posso pensare che il mondo si fermi. Non può accadere.
Piove su tutto.

Prima di andare via di qui, voglio vedere ancora una volta la scuola dove mi hanno istruita.
Prima di correre verso l’ufficio che mi assegneranno dopo il superamento del test,
voglio vedere ancora una volta il cielo di colori che so nella zona di confine essere alieno.
Prima di diventare «bio» persona, voglio ancora essere tratteggiata di bellezza di grafite.
Il mio viso si scurirà, e io saprò che la pioggia non piove su niente che non su se stessa.
E il cuore si rinsalda ancora di più, fino a non sentire più altro che il potere di non sentire.
Sarò «bio» persona. E il sangue non batterà sulle pareti.

Non pioverà su niente.

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