Sceso dal convoglio, i tuoi passi volgono alla discesa che porta alla stazione della metro. Il sole è curato da nuvole bianche e grigie. Sguardi istantanei a quelle forme dense e gelatinose sono stati sufficienti a generare inquietudine. Ma come istantaneo è il guardare, così effimero è il dolore che ti monta: cresce e declina subito senza lasciare il tempo all’apprensione di assediarti.

Riaccomodi la fascia della borsa sulla spalla, come fai ogni volta che la fascia è un po’ scivolata. Il metallo di un altro convoglio tintinna con violenza. E ti volti come se ti riguardasse. Ma quello che ora devi fare è salire sulla metro e arrivare nella circoscrizione dove il tuo ufficio aspetta di essere coperto per una nuova giornata di promemoria e digitazioni.

Prima di imboccare la rampa, una ragazza protende il braccio per darti un volantino, ma tu hai la testa immersa nel pensiero che sono due anni che lavori a due passi dalla Banca e che questa governa l’irrevocabile normalità dei giorni. Con occhi fugaci hai visto che la ragazza ha un sorriso vibrante e i suoi capelli sembrano intirizziti dal freddo. La sciarpa le copre il mento: non è il classico accessorio per proteggersi dalle basse temperature. Lisette vuole soltanto assicurarsi che la curvatura della sciarpa si accordi con l’arcata del suo sorriso. Lei ha due occhi che ricordano il colore del cielo, non il cielo lattescente e cinerino che sovrasta le distese livide in quel momento; ma quello del giorno prima quando non pensavi che sarebbe venuta una giornata così personale, così segnata dal tuo umore e dai saltelli di Lisette irrigiditi dal gelo di un inverno che si sta facendo più lancinante di quello passato.

Mentre scendi la rampa che conduce ai tornelli, Lisette si blocca, incurante del freddo. Il sorriso non armonizza più con la curvatura della sciarpa, che anzi si è smorzata, esponendo il mento alla fissità della temperatura. Il mazzetto di volantini in mano, Lisette guarda la gente che sale e scende la rampa, e guarda te che ti perdi nel flusso. L’oro bianco del tuo zaino spicca: quindi lei continua a vederti anche quando ormai hai già svoltato. Ti vede con occhi intorpiditi. Una donna nerboruta le si avvicina e allunga una mano per prenderle un volantino e passare così il tempo del viaggio in metro. Lisette le lascia tutti i volantini, tranne uno, e se ne va. La donna rimane lì incredula: – Me ne basta uno, – sussurra ombrosa.

Entrata nel flusso, Lisette si ferma ai tornelli. Tu sei già passato.

- Hai dimenticato questo -. E muove il volantino nell’aria.

Ti volti verso di lei. Ormai la sciarpa è a stento intorno al collo, due liste che cadono lungo il tronco e che non servono a niente.

- Vogliamo far saltare la Banca, – dice Lisette.

Non hai neanche mosso la testa verso l’ambiente, perché nessuno ascolta. Tutti si fanno installare audiodischi intraneuronali.

Ti avvicini, le prendi il volantino dalla mano. È un volantino pubblicitario per un set di pentole. Ma è un messaggio steganografico: sotto il set di pentole c’è dell’altro. In ciphertext ci sono informazioni per occupare la Banca. Il dispositivo è semplice. Chi riesce a decriptare il messaggio ha due opzioni: far parte del piano o smettere di vivere. Il veleno nella carta si attiva solo in relazione alla coscienza del messaggio: chi avrebbe letto il messaggio avrebbe letto anche dove trovare l’antidoto. E nella sede dell’antidoto avrebbe trovato i suoi futuri partner.

Intanto la donna muscolosa, fuori dalla discesa, temporeggia con il plico di volantini in mano e li passa con le dita, apprezzando a tratti, con rochi bisbigli, il fruscio dei fogli sui polpastrelli.

Ricordi quando studiavi criptografia. E ti dicevano che chi decifra è “on the secret”, mentre l’avversario decripta. E ricordi quello che ‘RLR’ diceva: la criptografia è «una forma di comunicazione adottata in presenza di antagonisti». Ricordi anche la varietà di definizioni che voi studenti davate alle teorie. La condizione “on the secret” è quella del gruppo esoterico, coloro che possiedono la chiave della cifra. La condizione dell’ignoranza è dell’avversario, il gruppo essoterico, con due ‘s’. Tutte queste nozioni sono tornate a galla, perché in quel momento hai visualizzato e letto il messaggio. Sulle dita assapori la tattilità del veleno. Devi andare con lei. Strofini le punte delle dita l’una contro l’altra. E nel frattempo guardi Lisette. E i tuoi occhi sono due fessure. Lei sa che per te sarebbe stato più forte il desiderio di far parte della struttura che spegnerti. Lisette teneva ciondolante la gamba sexy, il ginocchio appoggiato alla base del tornello. In tasca aveva un pacchetto di sigarette eponime, ma aveva fumato meno di due ore prima. E lei è il tipo di persona che non fuma più di una sigaretta in due ore. La ragazza guarda verso il distributore dell’ultimo modello di chip dermonetari. A malapena la segui con gli occhi: senti un imbarazzo, qualcosa di stranamente gradevole. Lisette infila una mano nella tasca e prende il pacchetto di *Lisette*. Sfila una sigaretta e te la gira. Potendo dare ai prodotti il proprio nome, offrire qualcosa a qualcuno acquista un valore davvero particolare. Lei non ti aveva mai visto prima; e dopo alcuni minuti ti offre una delle sue sigarette, attenuando il sorriso, ma senza perdere la fiducia in te. Infatti, in un attimo sai perché ti ha dato quella sigaretta: leggeva nei tuoi occhi l’adesione.

Esistono quelle persone che rompono la cifra ma non intendono aderire. Quelle persone il gruppo rimane a guardarle, mentre si sbracciano per avere l’antidoto. Credono che esista la polizia, ma la polizia è istituita dalla Banca. La polizia non esiste per affari che non riguardano la Banca. Qui può sorgere una perplessità. Ma come! Un gruppo si dedica allo sradicamento del totalitarismo bancario e l’istituzione interessata non fa niente? Il gruppo non si dedica allo sradicamento del totalitarismo bancario. Dimoites ha l’obiettivo di installarsi nella Banca. Questo operato è consentito dall’ente in questione. Infatti, “farlo saltare” significa “farlo risuonare di nuovi passi”. L’azione che più teme l’ente è la propaganda per la soppressione. Una volta soppresso l’ente, diventa difficile restaurarlo. Ma se la Banca rimane l’organismo primario protetto, il ricambio dell’élite dominatrice è ancora possibile. Istruire è punibile con il farmaco della morte. Sostituire è l’ideale per cui combattere.

Lisette salta il tornello e accende la sigaretta che tieni tra le labbra. Senti l’asprezza del veleno e l’amabilità dell’antiveleno. Una nebbia di fumo galleggia nell’aria fiocamente illuminata della stazione sotterranea.

Dice il poeta. «Mai trovai nel mondo un luogo tanto piacevole, né ombra tanto dolce, né odore tanto ricco.» Anche tu vuoi toglierti gli abiti e sdraiarti comodamente all’ombra di un albero stupendo. Un albero che non è un albero, ma uno squallido mezzanino rischiarato appena dall’illuminazione del posto. Vuoi sdraiarti insieme a lei là dove tutti pestano velocemente i piedi per raggiungere un treno che esiste per loro. Se il piano ha successo e vi insediate dove avete programmato, quel treno non sarà più per voi.

Vivrai con Lisette per il resto della tua vita. E i vostri figli vivranno nella sostanza del potere assoluto. E tu potresti volerlo, se solo Lisette continuasse a guardarti con quel freddo sentimento negli occhi di smeraldo.

Ora, da dove vieni e perché sei qui? Sei nato nel 130 dopo inwatin, il nuovo profeta inventato dall’élite. Il mondo in cui vivi è conosciuto dai più come il Germoglio. È una terra scura in modo incantevole. Ma in alcune occasioni – o spesso – è straordinariamente radiosa. Dice il poeta: «Il prato che vi sto raccontando aveva un’altra bellezza. Né per calore né per freddo smarriva la sua bellezza. Era sempre verde nella sua pura integrità: non perdeva il verde per nessun nubifragio.» E il poeta riferisce anche che per tradizione la terra è sempre stata così: scura e smagliante. Tu non conosci tutta la terra. Ci sono molti diversivi. La gente non ha una linea di pensiero. Alcuni hanno una linea di pensiero. La gente è un letamaio immerso in chip monetari di controllo. La gente pensa che sia per la loro sicurezza, ma a chi può importare della sicurezza di miliardi di persone? Miliardi di persone sono il sedimento melmoso controllato e diretto dall’umanità.

«Wow» pensa Lisette. «Un incentivo ad attuare il piano. Inwatin, questa è l’occasione di una vita, inwatin!»

Vorresti sentire la sua voce mentre pensa «wow». Vedere nell’espressione del suo viso che lo sta solo pensando è poco per te. Sei fermo nel viavai di gente che salirà su quel treno che ne precede un altro che ne precede un altro che ne precede un altro. I treni che si muovono intorno e fuori dal Germoglio.

Cos’è il Germoglio? È un aggregato a forma di germoglio, appunto. Il sistema-vita. Nel Germoglio succede tutto quello che conta. Fuori dal Germoglio c’è l’ac-bisso. L’ac-bisso è la società, il tessuto dove vive la gente, la cramma. Nel Germoglio vivono gli umani. «L’umanità è del Germoglio» canta il poeta.

Chi vuole fuggire dall’ac-bisso è – si dice – luftus, cioè orientato alla liberazione.

«Luftus è un travisamento» pensa Lisette. «Luftus è la persona che vuole diventare umana. L’errore fatale sta nel credere che la liberazione riguardi altri. La liberazione è solo soggettiva. I luftjus sono visti come gli ispiratori. Questo succede perché TUTTI credono fatalmente, come stolti, che quella ispirazione riguardi anche loro. Io sono ispirata. Io sono luftus.»

«Primo insegnamento» pensi. «L’ispirazione riguarda solo chi ce l’ha. Nessun altro. Io sono ispirato. Io sono luftus.»

Vi baciate. Lei ti lecca vicino all’orecchio. Attraverso l’aria nella sua bocca senti il giorno quando sarai umano.

La donna nerboruta perde la pazienza e appoggia in terra il plico di volantini.

- Non mi servono pentole, – sussurra irritata.

Viavai all’ingresso della metro. Un bambino si avvicina al plico appoggiato in terra. La liscezza di quei fogli è attrazione. Le dita del bambino si avvicinano al plico.

- Ehi, che fai? – interviene un uomo, quasi precipitandosi sul piccolo. – Non raccogliere niente da terra. Mai.

L’uomo lo afferra per la mano.

- Non sono pentole, papà…

- Appunto. Non devi mai raccogliere niente da terra. Cercano adepti.

- Cosa! Adepti?

- Se vuoi finire nei guai, la prossima volta raccogli quel volantino, allora.

I due si affrettano lungo il muro.

- Sai cos’è la bio persona, eh?

-

- È il passaggio dal mondo dei nonumani a quello di chi non vuole esserlo più.

- Noi siamo nonumani, papà?

A scuola non insegnano molto queste cose. C’è quella che si chiama scholacrazia: non insegnare la varietà delle prospettive, cioè non insegnare niente.

Lisette è la bio persona. È uscita dal picciolo del Germoglio per trovare adepti. Lei è luftus. E cerca luftjus: individui che vogliano smettere di essere nonumani. L’umanità è il futuro. L’umanità è bio persona.

L’umanità è la Banca.

Prima di andare alla sede di dimoites, sostate in un bar.

- Due bicchieri di acqua indaco, – ordina Lisette al cameriere.

- Otto unità elettroniche al banco, dodici al tavolo, – dice il cameriere.

Lisette ti guarda. Non vede l’ora di portarti con sé. – Al banco, così facciamo in fretta.

- Un bicchiere solo, – dici. E guardi Lisette negli occhi. – Così lo beviamo dallo stesso materiale -.

La ragazza sbatte le palpebre divertita.

Lisette ti porta nella sede del gruppo. Lì, vedi i componenti di dimoites. Fai un cenno. Loro ti sorridono. Lisette ti prende la mano e ti fa entrare nella sua tana. Nuda lei è splendida. Vuoi rimanere con lei fino alla fine. E lei uguale. Hai trovato il compimento del senso. Fate l’amore. Le sue mani diventano rami di betulla ammorbiditi dal vento australe. Le accarezzi l’inguine, la pelle iridata, la forma collinare del ventre. Le gocce amorevolmente le scendono dal tremolio degli astri. Perché piange? Forse perché è lieta della tua imminente umanità? Sì, è per questo. Lo sai. Dovresti piangere anche tu. Il sudore tiepido sai che non andrà in ebollizione, così non sarai amareggiato. Accanto a dove fate l’amore c’è un tavolo con mele e altri frutti e verdura nel canestro di vimini. Ti viene in mente Lisette ai tornelli: le gambe coperte da una gonna azzurrina, le guance adagiate nell’aria attorno a lei.

Inwatin, è umana!

- Mi raccomando il Vangelo -, dice Lisette ai luftjus. – Dobbiamo raccontare che inwatin tornerà per il giudizio finale. Così avremo la cramma sotto controllo.

- La cramma, – pensi. – Questo ammasso rivoltante che crede a tutto pur di continuare a essere in schiavitù.

- Oh, sì, – continua Lisette. – Inwatin è con noi -. E scoppia a ridere.

Cominci a ridere anche tu. Anche gli altri ora ridono. Questo ridere e la causa del ridere sono una droga benefica che cancella ogni dolore. E gridano: – All’umanità!

Notte. Ti sollevi appena per vedere se qualcuno è sveglio. Tutti dormono. Ti vengono in mente i capelli di Lisette soffusi sulle sue spalle nude. Ti vengono in mente i versetti del Vangelo di inwatin che Lisette aveva tatuati sulla pelle della schiena. E ti viene in mente il lascito di tuo padre.

«Una volta hai visto l’aurora, figliolo. Una aurora. Le aurore sono tendaggi brillanti, incandescenze, chiarori diffusi. Tendaggi che si distendono verso est e verso ovest in un abbraccio multicolore. Possono formare archi silenziosi oppure essere in trasmutazione costante. Raggi paralleli che fanno una tenda celeste. Ogni raggio è allineato alla direzione del campo magnetico terrestre locale. Dunque, l’aurora è modellata dal campo magnetico della Terra. L’aurora, una disseminazione luminosa nella notte del cielo. Particelle cariche della magnetosfera che entrano in collisione con atomi e molecole della porzione superiore dell’atmosfera terrestre, la ionosfera. La ionosfera è il bordo interno della magnetosfera. E qui succede la danza. Particelle che piangono l’una sull’altra e ridono l’una sull’altra e si danno il consenso per realizzare nuova luce: inviti alla propagazione di luce esorbitano. Ed è emozionante perché… pam… le particelle sbattono l’una contro l’altra, come in una discordanza. Ma non è mai una discordanza. Anche nell’inaspettato, nell’impatto puoi sentire la dolcezza: le particelle si urtano, generando quelle realtà di colore, fantastica policromia. Lo spettacolo per i tuoi occhi. E prova, ragazzo, a pensare alla bellezza della trasformazione: il sole che ionizza uno spazio, cioè fa perdere o guadagnare a un atomo uno o più elettroni. Giri di danza con il sole. Non senti di essere parte di tutto questo? Forse hai sentito questa unione solo in momenti impercettibili. Per un istante – non ricordi quando – ti sei visto sotto l’ispirazione aurorale, sotto le macchie luminescenti che si stagliano nella volta celeste. Hai guardato in alto e in un tremito di occhi hai visto i raggi divergenti della cupola. Quella era la visione in prospettiva: una corona sulla tua testa, sulla tua piccolezza. E tu vedevi la corona. E scoprivi che tu eri la corona. Avevi sollevato gli occhi. E improvvisamente la naturalezza di quel gesto ti aveva fatto vedere la corona anche sugli altri, sugli altri che prima erano come te perché non sapevano che in quel posto potevano andarci ogni volta che ne avrebbero avuto il desiderio. Ora hai l’ineffabile calore della corona. È stata sufficiente UNA aurora per farti avere una festa danzante intessuta di colori, una festa che nasce dentro e che accompagna il sole nascente, la tua vita.

» E piangi, ragazzo mio. Ma non avrai mai versato tutte le lacrime fino a che il funzionamento del sistema non ti sarà entrato nelle viscere. Credi di conoscerlo. Ma non è così. Dopoché lo hai conosciuto, diventa orrore. E può succedere che tu pianga di rabbia, perché i tuoi occhi sul mondo sono cambiati drammaticamente, o perché devi elaborare una morte.

» Quando un’infiorescenza dell’autorità monetaria emette un prestito non dà denaro. Crea il denaro dalla promessa del cliente di rifondere quel prestito + gli interessi. E quello che l’infiorescenza vuole indietro è denaro sofferto, il denaro della vita. È solo un gioco di prestigio per la cramma. L’infiorescenza concede denaro-debito che crea dal nulla! Ignoranza e intrattenimento distraggono dall’unico vero problema.

» Sei libero non quando affermi che questa non è una democrazia. Sei libero quando sai perché non lo è. Questa è una società basata sulla frode. Le banche si fondono e diventano superorganizzazioni che espandono il credito con debito come copertura. Queste si appoggiano a una banca centrale, la risorsa suprema assistita da un’iperbanca deputata agli smistamenti planetari. Le banche centrali prestano il denaro ai governi conniventi. I governi non possono che accrescere il deficit budgetario per garantire la continuazione della macchina. Il crimine è legalizzato. Il denaro è uno strumento di debito. Le differenze politiche sono per la cramma. Non cadere nel trucco illusionistico. Il debito cresce astronomicamente fino al collasso e al trasferimento effettivo della ricchezza dalla cramma all’élite.

» Puoi essere tre cose, figliolo. Uno schiavo incosciente impasticcato di dipendenze varie. Un liberto che combatte l’apparato per sanare la società o almeno diffondere il vero. O puoi essere uno di loro, uno dell’élite.

» Studia, ragazzo. Impara a non farti pestare. Individua i trucchi. E sono tanti. Sono il caposaldo e lo sviluppo dell’assetto. Nel Vangelo del cristo dell’era precedente, c’è un versetto: AÞÞan ik daupja izwis in watin. Cioè: E io vi battezzo nell’acqua. I cristi inventati si sono passati il testimone. Dai pesci all’acquario. Per continuare a dare false speranze. Quindi, se vuoi entrare nell’élite, serviti del profeta e formati la tua morale: sollevati e succhia il sangue della cramma.»

La saliva di Lisette ti sveglia.

- Dobbiamo andare -. Lei ti guarda, ma la vedi sfocata.

Ti stropicci gli occhi. La vedi più bella che mai. – Sono pronto.