Sei l’inquietudine che crescevo in origine. Un dolore di fondo che porto con me, consumo amoroso. E da quella origine ti alimento di sospiri e disillusioni, fino a che non sarai più grande del mio torace.
Erompi dall’interno, dove stai come in un mantra di veleno.
Alleviami e cibati.
Ma se arrivi davanti alla stupenda, abbassati. Mite deferenza e animo basso davanti a lei.
Chiedi grazia per me e clemenza per te. E se lei li concede, allora continua pure a vivere e a nutrire il mio amore.

in origine

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