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In un libero mercato i consumatori hanno il potere di cambiare il corso della produzione.
Quello che i consumatori devono fare per cambiare il corso della produzione è cambiare il loro modo di spendere.
Gli imprenditori non rimangono fermi in attesa del cambiamento di domanda da parte dei consumatori.
Gli imprenditori cercano di anticipare il cambiamento nella domanda dei consumatori e di conseguenza modificano la produzione.
Inoltre, cercano di introdurre prodotti nuovi o migliorati con l’idea che tali prodotti attireranno la domanda dei consumatori, una volta che questi avranno saputo dell’esistenza di tali prodotti.
Gli imprenditori producono quei beni per i quali i consumatori sono disposti a pagare un prezzo che porti profitto. Smettono di produrre quei beni per i quali i consumatori non sono disposti a pagare un prezzo che porti profitto.
In un libero mercato, il business è totalmente soggetto alla volontà dei consumatori.
In un libero mercato, gli alleati dei consumatori sono gli imprenditori in cerca di profitto, NON i leader di gruppi che tentano di limitare la libertà degli imprenditori in cerca di profitto.
In un libero mercato non esistono “movimenti dei consumatori”. Esistono imprenditori alla naturale ricerca di profitto e consumatori che hanno il naturale potere di cambiare il corso della produzione.
dimoites@gruppopigreco.it
Per natura, gli imprenditori preferiscono un profitto maggiore a uno minore.
Dove il profitto è maggiore, gli imprenditori tendono a investire altro capitale (asset).
Dove il profitto è minore, gli imprenditori tendono a disinvestire, cioè a ridurre il capitale.
TUTTAVIA, l’aumento di capitale in un’industria tende a ridurre il profitto generato da quell’industria.
Più capitale, più produzione.
Maggiore offerta di beni, diminuzione dei prezzi.
Il profitto scende.
Meno capitale, meno produzione.
Minore offerta di beni, aumento dei prezzi.
Il profitto sale.
EQUILIBRIO.
Questa è la natura di una società libera.
Il capitale è natura.
Il profitto è natura.
Il prezzo è natura.
Quando la natura della società libera è infettata dalla natura dello stato/legge, l’equilibrio si intossica.
Più la natura dello stato/legge si propaga, meno la società è libera.
LO STATO/LEGGE È UN CANCRO.
dimoites@gruppopigreco.it
Dall’inaugurazione del New Deal nel 1933 alla fine degli anni Settanta, la quantità di denaro negli Stati Uniti è stata incrementata approssimativamente 19 volte: da 19 miliardi a 360 miliardi di dollari. Tassi di incremento che anni fa erano considerati enormi, oggi sono considerati normali o modesti.
Imporre il controllo dei prezzi per curare l’inflazione è tanto illogico quanto manipolare l’indicatore di uno strumento di misurazione.
Quando siamo in un regime di controllo dei prezzi, l’indicatore è bloccato. Non solo non registra l’inflazione, che continua, ma non riflette neanche lo stato dell’offerta e della domanda.
IL GOVERNO PRIMA INFLAZIONA LA MONETA E POI IMPONE IL CONTROLLO DEI PREZZI. DISTRUGGE COSÌ IL SISTEMA ECONOMICO DEL PAESE. PER AVERE IL CONTROLLO SUL PAESE.
dimoites@gruppopigreco.it
Il prezzo è il rapporto tra quantità di beni scambiate. Lo scambio è chiamato transazione (passaggio da una parte all’altra). Se Giulia scambia le sue 24 uova per i 500 grammi di burro di Antonio, vuol dire che il prezzo di un uovo è 20,83 grammi di burro, e che il prezzo di un grammo di burro è 0,048 uova.
Il prezzo è determinato dalla domanda e dall’offerta.
Il prezzo varia direttamente con la domanda e inversamente con l’offerta. Se la domanda aumenta, il prezzo aumenta; se la domanda diminuisce, il prezzo diminuisce. Se l’offerta aumenta, il prezzo diminuisce; se l’offerta diminuisce, il prezzo aumenta.
Per domanda intendiamo la disponibilità e la facoltà di spesa. Per offerta l’esistenza di beni e la disponibilità ad acquistarli.
La domanda si manifesta nella spesa di denaro. L’offerta nella quantità di beni venduti.
Quando il pubblico si lamenta dell’inflazione, quello che ha in mente non è una lievitazione isolata di alcuni prezzi controbilanciata da una diminuzione di altri prezzi, ma un rincaro generale, cioè un aumento del livello dei prezzi al consumatore. Il livello dei prezzi al consumatore è una media ponderata di tutti i prezzi al consumatore. La media ponderata dei prezzi al consumatore è la spesa totale per acquistare i beni di consumo divisa per la quantità totale dei beni di consumo venduti.
Dunque, la legge dell’offerta e della domanda implica che il livello dei prezzi al consumatore può crescere solo se la domanda aggregata (spesa complessiva) di beni di consumo cresce, o se l’offerta aggregata (la quantità totale di beni di consumo venduti) diminuisce.
SE LA QUANTITÀ DI DENARO NEL SISTEMA ECONOMICO AUMENTA, AUMENTA ANCHE LA DOMANDA AGGREGATA.
Quando nuova moneta è iniettata nella società — può essere oro appena estratto in un Paese che usa l’oro come moneta, o può essere cartamoneta appena creata o moneta scritturale come nell’eurozona — il denaro sarà speso e coloro che lo riceveranno nella vendita dei loro beni lo spenderanno nuovamente.
Se la domanda aggregata aumenta, i prezzi di tutti i beni aumentano. E la crescita sistematica della domanda aggregata reitera il rincaro.
Se la domanda aggregata non aumenta, il rincaro operato dai venditori riduce la quantità di beni che possono essere venduti. Questo calo nelle vendite e la crescente disoccupazione che lo accompagna arresteranno l’aumento dei prezzi.
Una volta ammessa la validità della teoria quantitativa della moneta, affermiamo che IL GOVERNO GIOCA UN RUOLO FONDAMENTALE NELL’AUMENTO DEI PREZZI.
dimoites@gruppopigreco.it
Si pensa che il controllo dei prezzi sia un metodo per controllare l’inflazione. L’opinione pubblica sostiene che inflazione significa aumento dei prezzi, e che abbiamo l’inflazione quando gli imprenditori alzano i prezzi. Quindi, non avremmo inflazione, se l’aumento dei prezzi fosse impedito dal controllo dei prezzi.
In realtà, questa prospettiva sull’inflazione è decisamente ingenua. L’aumento dei prezzi è un sintomo importante dell’inflazione, NON il fenomeno stesso. L’inflazione può esistere, anche nel caso il particolare sintomo dell’aumento dei prezzi non si manifesti.
L’INFLAZIONE, FENOMENO DETERMINATO DALL’AUTORITÀ GOVERNATIVA, È L’INCREMENTO DELLA QUANTITÀ DI DENARO NEL SISTEMA ECONOMICO.
L’aumento dei prezzi diventa un problema sociale cronico, perché il governo distrugge l’utilizzo dell’oro e dell’argento come denaro, sostituendoli con valute cartacee scoperte e conti correnti la cui quantità può essere accresciuta senza limite e di fatto senza costi.
dimoites@gruppopigreco.it




